Vista dall'alto di Cala Goloritzé con l'Aguglia di roccia e l'acqua turchese
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Cala Goloritzé e il Supramonte di Baunei: Trekking, Prenotazioni e Regole

La costa orientale della Sardegna, e in particolare il tratto dell’Ogliastra che fa capo al comune di Baunei, non è una destinazione per turisti pigri. Qui il massiccio calcareo del Supramonte si tuffa letteralmente in mare con falesie verticali alte centinaia di metri, creando insenature di una bellezza drammatica e inaccessibile.

Il simbolo indiscusso di questo tratto del Golfo di Orosei è Cala Goloritzé, dichiarata Monumento Naturale nel 1993. Famosa per l’arco di roccia che si immerge in acqua e per l’imponente “Aguglia” calcarea, questa caletta non ha sabbia, ma piccolissimi sassolini bianchi.

Visitare Cala Goloritzé è un’esperienza mistica, ma richiede una preparazione fisica e logistica che molti sottovalutano. Ecco la guida definitiva e “senza filtri” per affrontare questa perla della Sardegna orientale.

1. Il Divieto Marittimo: L’Inganno del Gommone

Iniziamo smontando il primo grande mito. La maggior parte dei turisti pensa di poter noleggiare un gommone, arrivare a Cala Goloritzé, buttare l’ancora e nuotare fino a riva.

La cruda verità: Per preservare questo capolavoro geologico, il transito marittimo è rigidamente regolamentato. Una linea di boe invalicabili è posizionata a 200 metri dalla riva. Le imbarcazioni a motore non possono assolutamente oltrepassare questo limite, né possono sbarcare i passeggeri sulla spiaggia. L’unico modo per mettere i piedi a Cala Goloritzé (senza dover nuotare per centinaia di metri in mare aperto partendo dalle boe) è arrivarci via terra.

2. Il Trekking da Su Porteddu: Non è una Passeggiata

Dimenticate le infradito. L’accesso via terra parte dall’Altopiano del Golgo (raggiungibile in auto dal centro abitato di Baunei), esattamente dal parcheggio del Bar Su Porteddu. Da qui inizia un sentiero che si snoda nella macchia mediterranea. Il percorso è lungo circa 3,5 chilometri con un dislivello di circa 470 metri. La discesa verso il mare è ingannevole: impiegherete circa un’ora e mezza camminando in discesa tra canyon di roccia bianca e alberi secolari. Il problema arriva al ritorno. Risalire l’intero dislivello nelle ore più calde della giornata, specialmente ad agosto, richiede uno sforzo fisico notevole. Impiegherete circa due ore per tornare al parcheggio. Non affrontate il percorso se non avete un equipaggiamento idoneo (se hai dubbi, consulta la nostra Checklist definitiva su cosa mettere in valigia per il trekking in Sardegna.

3. L’App e il Numero Chiuso: Come Prenotare

Essendo un Monumento Naturale estremamente fragile, Cala Goloritzé ha un sistema di accesso blindato. Non si può improvvisare. L’ingresso al sentiero è a numero chiuso e a pagamento (il ticket ambientale costa solitamente 6 euro e include il parcheggio). Nei mesi estivi, i posti si esauriscono rapidamente. Per assicurarvi l’accesso, è obbligatorio prenotare il proprio posto tramite l’app ufficiale Heart of Sardinia a partire da 72 ore prima del giorno previsto per l’escursione. Arrivare a Su Porteddu senza la conferma della prenotazione significa essere inesorabilmente respinti all’ingresso del sentiero.

4. L’Aguglia di Goloritzé: Il Paradiso dei Climber

Una volta giunti in spiaggia, la fatica scompare. Oltre al mare color ghiaccio, il vostro sguardo sarà catturato dall’Aguglia di Goloritzé (o Monte Caroddi). Si tratta di un monolite di calcare alto ben 143 metri che svetta sopra la baia.

Questa piramide naturale è considerata il Sacro Graal dell’arrampicata sportiva sarda. Fu scalata per la prima volta nel 1981 da due mostri sacri dell’alpinismo, Maurizio Zanolla (Manolo) e Alessandro Gogna. Se alzate gli occhi, non è raro scorgere esperti climber che sfidano lo strapiombo per raggiungere la microscopica vetta.

Esplorare il Supramonte di Baunei è una sfida fisica e mentale, ma la ricompensa è il privilegio di ammirare uno dei paesaggi più selvaggi e incontaminati dell’intero Mediterraneo.

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Essenziale per Goloritzé: Borraccia Termica da 2 Litri

Il sentiero del ritorno è tutto in salita e sotto il sole. A Cala Goloritzé non ci sono bar, chioschi o sorgenti. Portare bottiglie di plastica significa bere acqua bollente dopo un’ora. Una borraccia termica capiente in acciaio è l’unica salvezza per affrontare la fatica del rientro con acqua ghiacciata.

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