Borghi della Sardegna in autunno: 7 luoghi da scoprire
Quando l’estate finisce, in Sardegna cambia anche la direzione dello sguardo.
Il mare resta lì e, nelle giornate più miti, può continuare a far parte del viaggio. Semplicemente, smette di essere l’unica risposta alla domanda: “Dove andiamo oggi?”
L’autunno invita a guardare verso l’interno, seguire strade che durante una vacanza estiva probabilmente avremmo ignorato e fermarsi nei piccoli centri senza avere necessariamente un programma da rispettare.
Boschi, vigneti, montagne, murales, miniere e centri storici diventano così un altro modo per conoscere l’isola.
Non una classifica dei borghi più belli della Sardegna, quindi, ma sette luoghi diversi da scoprire in autunno, lasciando almeno per qualche ora la costa.
Borghi della Sardegna in Autunno Indice
Perché visitare i borghi della Sardegna in autunno
Viaggiare in Sardegna in autunno significa prima di tutto cambiare ritmo.
Le temperature generalmente più miti rendono piacevoli le passeggiate nei centri storici, gli spostamenti nell’entroterra e le escursioni. La minore pressione turistica permette inoltre di vivere molte località con maggiore tranquillità.
È anche il periodo in cui tornano protagonisti paesaggi e attività che durante l’estate rischiano di passare in secondo piano: boschi, vigneti, produzioni locali, feste di paese e cucina dell’interno.
La Sardegna non offre necessariamente meno cose da fare.
Ne suggerisce semplicemente altre.
Aritzo: l’autunno nei boschi della Barbagia
Se dovessimo associare un paesaggio alla Sardegna autunnale, quello intorno ad Aritzo sarebbe certamente tra i candidati.
Il paese si trova nella Barbagia di Belvì, in un territorio montano circondato da boschi di castagni e noccioli. Qui il cambio di stagione diventa parte stessa del viaggio.
Cosa vedere ad Aritzo
Vale la pena passeggiare nel centro storico, tra case in pietra, stradine e balconi, e visitare l’Ecomuseo della Montagna Sarda.
Interessante anche la storia delle antiche neviere: per secoli la neve raccolta durante l’inverno veniva conservata e utilizzata nei mesi più caldi. A questa tradizione è legata anche sa carapigna, il caratteristico sorbetto al limone del paese.
Poco fuori dal centro si trova inoltre Su Texile, monumento naturale calcareo che emerge dal paesaggio con la sua particolare forma.
In autunno, però, una parte dell’esperienza consiste semplicemente nel camminare nei dintorni e lasciarsi guidare dai boschi.
Gavoi: granito, montagna e lago di Gusana
Nel cuore dell’isola, Gavoi offre un’atmosfera diversa.
Nel centro storico dominano le case in granito tipiche dell’architettura barbaricina, mentre intorno al paese si apre il paesaggio montano.
Cosa vedere a Gavoi
Passeggiare senza fretta per le vie del centro è un buon modo per iniziare.
Tra i luoghi da visitare c’è Casa Porcu Satta, che conserva testimonianze della cultura e delle tradizioni locali.
Gavoi è inoltre legata alla produzione del Fiore Sardo DOP, insieme a pani, dolci e altre specialità del territorio.
A pochi chilometri si trova il lago di Gusana, circondato da un paesaggio che invita a camminare e trascorrere qualche ora all’aperto.
Non serve riempire la giornata di appuntamenti: Gavoi funziona bene proprio quando ci si concede il tempo di fermarsi.
Lollove: un piccolo borgo dove rallentare
Pochi chilometri separano Nuoro da un luogo completamente diverso.
Lollove è minuscolo: poche case, strade strette, pietra e silenzio.
Non è il classico borgo da visitare con una lunga lista di attrazioni. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui merita di entrare in un itinerario autunnale.
Cosa vedere a Lollove
Si può camminare tra le abitazioni tradizionali e raggiungere la chiesa di San Biagio.
Ma più che cercare qualcosa di preciso, qui vale la pena osservare i cortili, i muretti, le vecchie case e il rapporto tra il piccolo abitato e il paesaggio circostante.
Lollove conserva pochissimi residenti e rappresenta bene l’idea di turismo lento.
Non andare necessariamente lontano, ma andare abbastanza piano da accorgersi di dove ci si trova.
Orgosolo: leggere la Sardegna attraverso i suoi muri
Orgosolo è conosciuta soprattutto per i suoi murales.
A partire dalla seconda metà del Novecento, le pareti del paese sono diventate uno spazio attraverso cui raccontare questioni sociali, politiche, culturali e momenti della vita quotidiana.
Fermarsi ai murales, però, significa vedere soltanto una parte del paese.
Oltre i murales di Orgosolo

Orgosolo è immersa in un territorio profondamente legato alla cultura pastorale e al Supramonte, uno dei paesaggi naturali più riconoscibili dell’interno sardo.
Vale quindi la pena dedicare tempo sia al centro abitato sia ai dintorni.
Camminare tra le strade, osservare i murales, fermarsi a mangiare e poi guardare verso le montagne permette di mettere insieme dimensioni molto diverse della stessa Sardegna.
In autunno, con temperature generalmente più adatte alle escursioni, il territorio intorno al paese acquista ancora più importanza.
Orgosolo non è soltanto qualcosa da fotografare.
È un luogo da leggere.
Jerzu: vigneti, Cannonau e Tacchi d’Ogliastra
L’autunno in Sardegna non significa soltanto boschi.
In Ogliastra può significare anche vigneti.
Jerzu sorge in un territorio caratterizzato dai Tacchi, gli altopiani calcarei che segnano il paesaggio di questa parte dell’isola.
Jerzu e la terra del Cannonau
Il paese è uno dei territori simbolo della produzione del Cannonau.
Per chi ama conoscere un luogo attraverso ciò che produce, l’autunno è quindi un buon periodo per avvicinarsi alle cantine, ai vigneti e alla cultura enologica locale.
Ma fermarsi al vino sarebbe riduttivo.
I dintorni offrono sentieri, pareti calcaree e paesaggi ideali per alternare piccoli centri ed escursioni.
Jerzu può inoltre diventare una tappa di un itinerario più ampio alla scoperta dell’Ogliastra.
Iglesias: dal centro medievale alle miniere
Con Iglesias il paesaggio cambia ancora.
Siamo nel Sud-Ovest della Sardegna, in un territorio profondamente legato alla sua storia mineraria.
Qui l’autunno non è soltanto il colore delle foglie: è soprattutto un buon momento per camminare, esplorare e conoscere.
Dal centro storico all’Iglesiente minerario
Il centro di Iglesias conserva importanti testimonianze della propria storia medievale, tra cui la cattedrale di Santa Chiara e il castello Salvaterra.
Allontanandosi dal centro si entra però in un paesaggio completamente diverso.
Monteponi, Nebida, Masua e Porto Flavia raccontano la storia mineraria dell’Iglesiente attraverso gallerie, impianti e antichi insediamenti.
È una Sardegna in cui natura e archeologia industriale convivono continuamente.
Da questa zona passa anche il Cammino Minerario di Santa Barbara, uno dei grandi itinerari dedicati al turismo lento nell’isola.
Per chi cerca cosa vedere in Sardegna in autunno, può essere un’occasione per non limitarsi a visitare un luogo, ma attraversarlo a piedi.
Bosa: colori, Temo e mare fuori stagione
Chiudiamo tornando verso la costa, senza abbandonare completamente il mondo dei borghi.
Bosa permette infatti di tenere insieme entrambe le dimensioni: da una parte il mare, dall’altra il centro storico costruito sulle pendici del colle di Serravalle.
Nel mezzo scorre il Temo.
Cosa vedere a Bosa in autunno
Il quartiere di Sa Costa, con le sue case colorate e le stradine che salgono verso il castello dei Malaspina, è un buon punto da cui partire.

Ci sono poi il lungofiume, il Ponte Vecchio e le antiche concerie, testimonianza di un’attività che ha segnato profondamente la storia economica della città.
Nei dintorni vale la pena conoscere anche la Malvasia di Bosa, vino strettamente legato al territorio.
L’autunno permette soprattutto di vivere Bosa senza dover scegliere tra paese e costa.
Una passeggiata al mattino, un pranzo senza fretta e magari il mare nel pomeriggio, se la giornata lo permette.
Oppure nessun programma.
Quale borgo della Sardegna scegliere in autunno?
Sette luoghi, sette borghi della Sardegna sette modi diversi di vivere l’isola.
Se cerchi boschi e montagna, Aritzo può essere una buona scelta.
Per unire paesaggio, cultura pastorale e gastronomia c’è Gavoi. Chi cerca silenzio e piccoli centri può guardare verso Lollove.
Orgosolo porta dentro la cultura e la storia recente della Barbagia, mentre Jerzu racconta l’Ogliastra attraverso vigneti e montagne.
Iglesias conduce nella memoria mineraria del Sud-Ovest e Bosa permette di mantenere ancora un legame con il mare.
Non è necessario visitarli tutti.
Uno degli errori più frequenti quando si viaggia in Sardegna è cercare di inserire troppi luoghi nello stesso itinerario.
Meglio sceglierne uno o due, esplorare ciò che hanno intorno e lasciare spazio alle deviazioni.
L’autunno cambia il modo di guardare la Sardegna
Forse è proprio questo il vantaggio di visitare i borghi della Sardegna in autunno.
Non ci sono meno cose da vedere.
Cambiano quelle che iniziamo a notare.
Una strada che sale verso un paese. Un bosco. Un vigneto. Una bottega aperta. Un sentiero che parte appena fuori dal centro abitato.
Durante l’estate il richiamo del mare è difficile da ignorare.
In autunno puoi permetterti di seguire anche qualcos’altro.
E magari scoprire che, per conoscere una Sardegna diversa, a volte basta semplicemente cambiare strada.
