Gli attrezzi della tradizione sarda:5 utensili introvabili (ma indispensabili per cucinare i piatti tipici a casa)

Quando pensiamo alla cucina sarda, la prima cosa che ci viene in mente sono probabilmente i suoi sapore : il pane carasau , la fregula , i culurgiones , il maialetto arrosto e tutti quei piatti che raccontano la storia dell’isola .
Ma dietro una ricetta tradizione non ci sono solo gli ingredienti. Ci sono anche gesti , tecniche e strumenti che per generazioni hanno fatto parte della vita quotidiana delle famiglie sarde.
Alcuni di questi utensili oggi sono difficili da trovare , soprattutto fuori dalla Sardegna . Eppure continuano ad essere importanti per chi vuole avvicinarsi alla cucina tradizionale e provare a preparare alcune ricette direttamente a casa.
Vediamo quindi 5 attrezzi della tradizione sarda da riscoprire, tra oggetti utilizzati per il pane la pasta fresca e le preparazioni di tutti i giorni.
1.Su cibiru : il setaccio per la farina

Uno degli strumenti più semplici , ma anche più importanti , nella preparazione del pane tradizionale è il setaccio.
In Sardegna veniva utilizzato per lavorare la farina e separare la parti più grosse della macinazione ottenendo così una consistenza più adatta alla preparazione degli impasti.
Può sembrare un utensile ormai superato , ma nella panificazione tradizionale ogni passaggio aveva la sua importanza. Setacciare la farina significava preparare con attenzione l’impasto e contribuire alla qualità del pane.
E quando si parla di pane in Sardegna , non si può non pensare al pane carasau , uno di prodotti più conosciuti sull’isola.
2.Sa piantadera : il piccolo timbro del pane

Si tratti di un piccolo strumento , generalmente realizzato in legno , utilizzato per imprimere decorazioni sulla superficie del pane .Le forma erano spesso geometriche e potevano avere significati legati alla tradizione e alla comunità di appartenenza.
La piantadera non serviva quindi soltanto a decorare .Era anche un modo per rendere riconoscibile il pane e trasformare un alimento quotidiano in qualcosa di personale.
Oggi è diventata anche un oggetto ricercato da chi ama l’artigianato e la cultura sarda.
Utilizzarla in cucina al giorno di oggi , significa riscoprire un gesto antico e ricordare che , nella tradizione dell’isola anche il pane poteva diventare una piccola opera artigianale.
3.La scivedda : la ciotola per impastare

Per preparare il pane e la pasta fatta in casa serviva naturalmente un recipiente abbastanza grande da poter lavorare l’impasto con le mani.
La scivedda è una tradizionale ciotola utilizzata per diverse preparazioni . A seconda delle zone e degli usi poteva essere realizzata con materiali differenti , tra cui legno o terracotta.
Il suo utilizzo è legato soprattutto alla lavorazione degli impasti e alla preparazione di grandi quantità di pasta o pane.
La cosa interessante che uno strumento così semplice racconta perfettamente il modo di cucinare di un tempo : pochi utensili ingredienti essenziali e tanto lavora manuale.
Anche oggi una grande ciotola in legno può trovare facilmente spazio in cucina , soprattutto quando si decide di preparare il pane , pasta fresca o dolci della tradizione sarda.
4.Sa canistedda : il cestino della tradizione

Tra gli oggetti più rappresentativi della cultura materiale sarda c’è sa canistedda, un cestino intrecciato a mano da abili artigiani utilizzando fibre vegetali come asfodelo, giunco e palma nana.
Nelle case veniva impiegata soprattutto per conservare il pane e proteggerlo dall’umidità, ma anche per trasportare prodotti alimentari durante le feste e le occasioni speciali.
Ogni canistedda era realizzata con grande cura e poteva presentare forme e decorazioni diverse a seconda della zona della Sardegna.
Oggi questo utensile continua a essere apprezzato come simbolo dell’identità sarda e dell’antica arte dell’intreccio, una tradizione tramandata di generazione in generazione.
5.Su Mortale e sa Màzzera: i custodi dei sapori autentici

Prima dei frullatori e dei mixer moderni, nelle cucine sarde un ruolo fondamentale era svolto da su mortale e sa màzzera, il mortaio e il pestello.
Questi strumenti, generalmente realizzati in pietra, marmo o legno, servivano per schiacciare e mescolare ingredienti come spezie, sale, erbe aromatiche e frutta secca.
L’utilizzo del mortaio permetteva di ottenere aromi più intensi e sapori autentici, esaltando le caratteristiche naturali degli alimenti. Era uno strumento presente in quasi tutte le abitazioni e rappresentava un aiuto indispensabile nella preparazione delle ricette tradizionali.
Ancora oggi viene utilizzato da chi desidera mantenere vive le tecniche antiche della cucina sarda e riscoprire i sapori del passato.

Riscoprire questi utensili non significa necessariamente voler tornare a cucinare come si faceva centinaia di anni fa.
Significa piuttosto , capire quanto la cucina tradizionale sia legata alla manualità e alla cultura di un territorio.
Oggi possiamo trovare facilmente farine già pronte , impastatrici , robot da cucina e utensili tecnologici. Ma provare almeno una volta a preparare un impasto a mano , modellare la pasta , decorare il pane o mescolare nel mortaio , permette di capire meglio il valore che si nasconde dietro ad una ricetta tradizionale.
Perchè la cucina sarda non è fatta soltanto di ricette da seguire. E’ fatta di gesti tramandati , strumenti semplici e tempo dedicato alla tradizione.
Ed è proprio attraverso questi piccoli dettagli che possiamo portare un pezzetto di Sardegna anche nelle nostre cucine di casa .
